21.11.10 - Sintesi documento conclusivo dell'assemblea naz. La Cgil che vogliamo
 
 

IN EVIDENZA

RETE 28 APRILE

ISCRIVITI ALLA MAILING LIST




 
21.11.10 - Sintesi documento conclusivo dell'assemblea naz. La Cgil che vogliamo PDF Stampa E-mail
Domenica 21 Novembre 2010 13:21

L’Europa affronta la crisi ridimensionando il proprio modello sociale e riducendo i diritti del lavoro, nell’illusione di rispondere così alla sfida competitiva accelerata dalla globalizzazione. (...)


L'Italiana presenta maggiori criticità a causa di ritardi strutturali e
infrastrutturali, arretratezza del proprio modello produttivo,
devastazione del territorio e dimensione del debito pubblico. Problemi
aggravati dalle scelte del Governo. Il taglio di 300.000 lavoratori
pubblici, la riduzione delle risorse di scuola, università e ricerca e
l’approvazione del collegato lavoro, prefigurano un futuro con meno
servizi per i cittadini, diritti e tutele per i lavoratori, primo tra
tutti il contratto nazionale di lavoro.
Occorre una risposta che vincoli l'intera Cgil nell'arginare questa
deriva.
La prossima Finanziaria non conterrà interventi sulla lotta all’evasione e
politiche redistributive, tutelando rendite e alti redditi, acuendo
l’emergenza sociale e occupazionale. Per questo crediamo che il Governo
Berlusconi debba andare a casa e che non ci sia spazio per fantasiose
alchimie.
Al complessivo decadimento della politica si accompagna una rinnovata
crudezza delle scelte imprenditoriali.
La destrutturazione del contratto nazionale attraverso disdette e deroghe,
l’attacco ai diritti sindacali e all’esercizio democratico della
rappresentanza nei luoghi di lavoro operati da Fiat e Federmeccanica e
avallati dalla Confindustria rappresentano un ritorno indietro e un
rischio concreto di effetto domino sul complesso del mondo del lavoro.
In questo contesto, determinato dalle posizioni imprenditoriali e dalle
scelte del governo, nel pieno di una conclamata crisi politica, nella
profonda diversità di posizioni di merito con le altre organizzazioni
sindacali, senza nessuna regola democratica di validazione degli accordi,
riteniamo sbagliata e impercorribile la scelta di un “patto sociale”.
Tutto questo in assenza di una discussione e di un mandato circa le
posizioni con le quali la CGIL si presenta a tale confronto.
Non si tratta di aver paura del confronto, ma di sapere che in questo
contesto la trattativa non può che avvenire sul terreno e sui contenuti
determinati e dichiarati esplicitamente dalle controparti, in uno scenario
politico quanto mai incerto e confuso e dagli imprevedibili sbocchi.
E’ per questo che l’Assemblea dell’Area Programmatica La CGIL che Vogliamo
decide l’avvio di una grande campagna di iniziativa e mobilitazione contro
il patto sociale. Occorre sospendere il confronto e avviare un’ampia e
partecipata discussione negli organismi e tra i delegati per definire la
piattaforma della CGIL .
Prioritariamente è necessario definire le regole della rappresentanza e
della democrazia per impedire ulteriori accordi separati e consentire
attraverso lo strumento referendario la libera espressione dei lavoratori
e delle lavoratrici.
In caso di sottoscrizione del patto l'Assemblea è riconvocata per
decidere le iniziative da assumere.
L’Assemblea, dopo la straordinaria giornata del 16 ottobre, è impegnata
nella piena riuscita della manifestazione del 27 Novembre e ritiene
indispensabile dare continuità alla mobilitazione, annunciando già in
questa occasione la proclamazione di uno sciopero generale da definire in
relazione all’evolversi della crisi politica.


 

 
 
 

  • Redazione:

    Sergio Bellavita, Sandro Bianchi, Carlo Carelli, Eliana Como, Giuliano Garavini, Paolo Grassi, Franco Losi, Vincenzo Smaldore, Armando Zenorini.

    Coordinatore: Giorgio Cremaschi