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01.04.09 - Dalla Francia all'Italia PDF Stampa E-mail
Mercoledì 01 Aprile 2009 10:01

Hanno ragione i giornali italiani a cogliere il messaggio che viene dagli operai francesi: è un messaggio universale, che parla anche a noi. (...)

Solo ieri i lavoratori della Fincantieri di Monfalcone sono saliti nella palazzina della direzione per discutere tutti assieme con il dirigente locale del Gruppo. Non è stata un’azione delle dimensioni e della portata di quella francese, ma è un segnale chiaro. Gli operai intendono affrontare direttamente con chi dirige le loro condizioni e  il loro futuro. La preoccupazione che c’è in giro è una sorta di esorcismo. Non sarà che torna la lotta di classe? Importanti sociologi francesi sostengono che non si tratta di questo ma di rabbia populista. La sostanza è che non si può più parlare di produttività, esuberi, risorse, dinamiche salariali, cancellando il fatto che dietro a queste parole  ci sono persone in carne ed ossa. Quanto avviene in Francia, quanto si muove nelle fabbriche italiane è ancora solo la punta dell’iceberg. Ma ora sappiamo che quando si parla di crisi dell’economia finanziaria e di ritorno all’economia reale, c’è chi dice, giustamente: “l’economia reale siamo noi”, cioè donne e uomini, a cui si vuole imporre il licenziamento o a cui si chiede di lavorare di più in cambio di meno salario. Quelli che vengono dalla Francia sono segnali di vita e di lotta che dobbiamo fare il possibile per raccogliere ed estendere.


Rete28Aprile

Roma, 1° aprile  2009

 
 
 

  • Redazione:

    Sergio Bellavita, Sandro Bianchi, Carlo Carelli, Eliana Como, Giuliano Garavini, Paolo Grassi, Franco Losi, Loriana Lucciarini, Maurizio Marcelli, Vincenzo Smaldore.

    Coordinatore: Giorgio Cremaschi